A meno che il Governatore-sceicco non faccia ricorso agli ”Euro Vito”, la banconota coniata dal Csail-Comitato Indignati e messa in distribuzione dallo stesso Comitato (scaricabile dal sito www.csail.it), ma gli 8 miliardi di euro che deriverebbero alla Regione Basilicata dall’attuazione dell’art.16 del decreto sulle liberalizzazioni “incrociato” con il Memorandum di Intesa sul petrolio, non sono credibili. Anzi è una cifra – commenta Filippo Massaro – talmente alta (un quarantesimo del debito pubblico della Grecia) che ci induce a pensare al solito “bluff”.

E’ il caso di fare un po’ di chiarezza - continua Massaro - avvalendoci dei dati ufficiali forniti dalla Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico e aggiornatissimi al 9 maggio scorso. In proposito dobbiamo rilevare che meno male esiste un sito credibile e ufficiale da cui attingere quelle informazioni che la Regione continua a maldestramente “nascondere”, nel senso che sfidiamo chiunque a trovare attraverso il sito istituzionale di “Basilicatanet di Regime” gli stessi dati, ben occultati in troppi passaggi del mouse che scoraggerebbero persino il più ostinato ricercatore. Allora, procedendo con ordine, dal 2000 al 2010 la nostra Regione, ha incassato 557,5 milioni di diritti per il petrolio che viene estratto in Val D’Agri-Sauro  da Eni, Shell, Total, Exon Mobil.
Solo nel 2011, il gettito delle royalty, è stato di 100 milioni 480.358,59 euro.
Nel 2012, secondo le stime, la Basilicata dovrebbe incassarne altri 136 (al 9 maggio la produzione di greggio è già ad un terzo di quella complessiva 2011). E’ probabile che questa cifra sia più alta di qualche milione di euro. Non una gran cifra, se considerata in relazione al bilancio di previsione regionale per il prossimo anno che è di 3,6 miliardi. Ma comunque non verificabile nel senso che lo Stato, purtroppo, non ha mai fatto una sua verifica sui barili estratti realmente e quando al Governatore-sceicco è stato chiesto cosa ne pensa in proposito, ha risposto, pubblicamente, in tv, candidamente, che lui si fida dello Stato. Intanto il popolo del petrolio – spiega Massaro - chiede correttezza e precisione perché, per la mancata installazione dei famosi contatori, non si fida del subdolo Governatore-sceicco e neppure dei dati forniti dall’ Eni-controllore-controllato.

Per tornare agli 8 miliardi che secondo la teoria della Regione sarebbero possibili nei prossimi anni – conclude Massaro - noi pensiamo che per essere realistici, alla luce dell’esperienza di “rapina” vissuta in tutti questi anni, si dovrebbe procedere ad un’unica contrattazione con lo Stato e con le compagnie, ciascuno in base alle proprie responsabilità e ai propri introiti diretti ed indiretti, e quindi più semplicemente stabilendo per ogni kg di greggio estratto una quota fissa ed onnicomprensiva, ripartita tra Stato e compagnie petrolifere, tenendo conto dell’oscillazione della quotazione del barile sui mercati internazionali, in modo da garantire un’entrata tra i 600-700 milioni di euro l’anno. Alle stucchevoli dichiarazioni del Governatore-sceicco preferiamo una cifra più bassa ma almeno sicura.

Filippo Massaro  Csail – Comitato Indignati Lucani

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Quel cartello piantato ieri davanti al Palazzo della Giunta Regionale da lavoratori precari e padri di famiglia disperati – “Signor Presidente !

Si rassegni. Abbiamo ancora forti motivazioni per non suicidarci. Vergognatevi! “ -  vale molto di più di ogni commento. Ci mancava solo il dibattito sui suicidi: di chi è la colpa se le persone in crisi si ammazzano, di Monti o di Berlusconi o magari di De Filippo? Io condivido quanto stanno ripetendo da tempo gli psicologi. La responsabilità di quei gesti non è di nessuno. La scelta di togliersi la vita attiene a troppi fattori individuali legati alla fragilità emotiva.

“Ogni gesto estremo, come quelli che le cronache recenti raccontano, nasconde una tragedia umana e impone il massimo rispetto. Ma e’ difficile affermare, a oggi, che vi sia un aumento statisticamente significativo dei suicidi dovuto alla crisi economica”: sostiene, in proposito, Stefano Marchetti, responsabile dell’ultima indagine Istat su suicidi e tentativi di suicidio. Dunque è giusto affrontare il problema in tutti i suoi approcci tenendo conto che il fenomeno dei suicidi e’ a forte rischio emulazione.

E allora c’è bisogno innanzitutto di aiuto psicologico: la Regione istituisca questa volta un gruppo di lavoro utile (non di fasulli e soliti consulenti ed esperti), formato da psicologi e sociologi per monitorare aspetti specifici del malessere sociale, chiamando – spiega Filippo Massaro -  giovani lucani laureati in tante prestigiose Università italiane, con master di specializzazione ed esperienze sulle spalle, a dare un proprio contributo doppiamente importante perché sono giovani che conoscono, più di qualche politico, la nostra realtà. Uno sportello di ascolto e di aiuto almeno psicologico. Un’iniziativa che serva a monitorare i nuclei familiari con capifamiglia che hanno perso il lavoro, disoccupati di lungo corso, cassaintegrati, precari. Poi ci sono – continua Filippo Massaro -  le risposte che può e deve dare il Governo Regionale per allentare la tensione sociale. Sia chiaro: nessuno pretende – dice Massaro - tutto e subito, ma almeno per tamponare l’emergenza sarebbe sufficiente un piano straordinario che consenta l’attivazione anche di contratti a tempo determinato, part-time, co.co.pro. apprendistato per un numero tra le 5 e i 12 persone (giovani e ultra50enni) a comune attraverso lavori di pubblica utilità sociale affidati a cooperative sociali o piccole ditte.

E soprattutto serve un segnale di vicinanza al dramma della gente

– conclude Massaro - abbandonando atteggiamenti di “tutto va bene” o “abbiamo retto la crisi meglio di altri” o peggio ancora di nuove promesse che, si sa già, non saranno mantenute . Un invito ufficiale  al Presidente De Filippo: venga ad un incontro popolare – senza rete – a Villa d’Agri o a Corleto per spiegare, se ha argomenti seri e non fasulli,  come intende affrontare l’emergenza sociale, accettando il confronto civile e democratico.

Filippo Massaro Csail – Comitato Indignati Lucani

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Non ci sono parole per commentare le stucchevoli dichiarazioni del Presidente De Filippo: “ il rapporto Unioncamere segnala come, fra 2008 e 2010, l’occupazione nelle imprese in Val d’Agri-Sauro abbia beneficiato  di un incremento dell’1,1 per cento, per 83 nuovi occupati, quindi beneficiando di una sostanziale tenuta dei livelli occupazionali pregressi, confermando in questo modo la valutazione di impatto occupazionale, che evidenziava risultati di sostanzialmente tenuta dell’occupazione in Val d’Agri”. – vedi Link

Sono subdole affermazioni che si commentano da sole. Voler far credere che 83 nuovi posti di lavoro in Val d’Agri in tre anni sia un fattore positivo da iscrivere, magari, a suo merito, è come se il Governatore-sceicco di Sant’Arcangelo parlasse di un altro pianeta o si rivolgesse al popolo della Nigeria che, purtroppo, non conosce l’informazione democratica.

Se questo è il modo di smentire chi ritiene che le politiche della Regione sulla Val d’Agri-Sauro non hanno prodotto nessun impatto occupazionale favorevole, e si siano tradotte, nell’attuazione del PO, nel rifacimento di marciapiedi o altre amenità”, francamente, per il Csail-Comitato Indignati Lucani che si considera tra questi, equivale all’esatto contrario.

Siamo di fronte all’ennesima testimonianza di irresponsabile superficiliatà e sottovalutazione dell’emergenza sociale che la Val d’Agri-Sauro vive da troppi anni con l’aggravante della “provocazione” perché affermare che ci sono risultati positivi dalla spesa derivante dal P.O. Val d’Agri per un ammontare di 350 milioni di euro - sperperati - e dalle politiche “fallimentari” della Regione per promuovere sviluppo e lavoro attraverso l’estrazione e la ricerca petrolifere è un atteggiamento di pura e semplice provocazione.

Non so cosa  andrà a dire – conclude Filippo Massaro -  ai parlamentari lucani convocati a Roma il 9 maggio prossimo ma se non si racconterà loro la verità sulle reali condizioni di vita del “popolo del petrolio” e sulla diffusa disperazione economica e sociale  non credo ci possano essere aspettative dall’ennesimo vertice voluto più per scaricare un po’ di gravi responsabilità del Governatore-sceicco  sulle spalle di altri che per dare una svolta al Memorandum, ennesimo libro dei sogni, impantanato nella palude del Governo dei Tecnici deciso ad imporre tagli e sacrifici che porteranno nel baratro tutto il sistema economico e sociale del popolo lucano.

Filippo Massaro Csail – Comitato Indignati Lucani

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Si chiama “Euro Vito” ed è la banconota coniata dal Csail-Comitato Indignati e messa in distribuzione dallo stesso Comitato in occasione del Primo maggio (scaricabile dal sito www.csail.it). La banconota rigorosamente in tagli da 500 petrol-euro è garantita dal Governatore-sceicco De Filippo ed oltre alla sua foto con il classico abbigliamento dello sceicco riproduce le immagini della “Zona Franca con un pozzo-trivella e del Palazzo di Governo-Sceiccato di Basilicata.“Non potevamo scegliere occasione più simbolica del Primo Maggio – spiega il presidente del Comitato Filippo Massaro – che soprattutto in Val d’Agri-Sauro  è stata una “non festa” con migliaia di padri di famiglia a rivivere il proprio dramma di senza lavoro. Da noi nessuno ha avuto voglia di festeggiare. Anzi con la banconota di “Euro Vito” abbiamo tentato di alimentare nuove speranze perché gli impegni del Governatore-sceicco se garantiti da moneta direttamente con la sua “faccia” possono risollevare il morale con l’illusione e il  bluff di avere in tasca una banconota viola.Sarà il nostro pure un atto goliardico ma – continua Massaro – se qualcuno avesse ancora dubbi sull’assenza assoluta di idee per superare l’attuale situazione di povertà e di degrado sociale economico e politico nel più ricco giacimento petrolifero d’Europa, consigliamo di leggere le parole di De Filippo diffuse ieri dalla sua agenzia personale: “Il primo maggio è una ricorrenza che assume sempre più valore nella nostra società e che ha visto il proprio senso profondamente cambiato nel corso degli ultimi anni”. E ancora: “Chiaramente c’è la necessità di anticipare l’ingresso nel mondo del lavoro e bisogna fare ogni possibile sforzo per cogliere questo risultato”. Tra stucchevoli frasi di  circostanza  e  nauseante retorica ed impegni  fumosi,                  - conclude Massaro –  l’unica cosa che ha fatto, arricchendo la lunga corrispondenza intercorsa da anni, è una lettera all’a.d. Eni Scaroni: troppo poco. A meno che non voglia tirare fuori l’accordo commerciale con la Nigeria che dovrebbe favorire i nostri produttori alimentari, si badi bene, ad esportare salumi nel Paese che nell’area Nord ospita solo musulmani. Filippo Massaro Csail-Comitato Indignati Lucani

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“Mentre il Governatore De Filippo è alle prese con l’osservazione delle stelle (progetto “Castelgauss”) vediLink: non ho ancora capito cosa abbia promesso ai disoccupati viggianesi diventati, attraverso la loro disperata e civilissima protesta, il simbolo più emblematico in Val d’Agri di sogni di lavoro durati anni e svaniti. A meno che non pensi che ci sia posto per loro per osservare i detriti spaziali da Castelgrande, dove saranno investiti nuovi soldi regionali e comunitari”. A sostenerlo è l’ing. Filippo Massaro, presidente Csail-Comitato Indignati Lucani, per il quale “i padri di famiglia senza lavoro residenti a Viggiano sono tornati a casa a mani vuote ed è proprio il caso di dire con sogni di stelle. Ma poiché chi deve sostenere una famiglia non può certo ridursi a guardare il cielo stellato di notte, la situazione è diventata assai drammatica e nessuno può aspettare un suicidio come purtroppo continua  ad accadere nel resto del Paese per rendersene conto. La politica tutta, purtroppo, continua a sottovalutare il dramma quotidiano di migliaia di famiglie e sono curioso di sentire i discorsi dei sindacalisti in occasione del Primo Maggio per verificare cosa di nuovo sono in grado di dire ai disoccupati giovani e meno giovani e, in particolare, si diranno soddisfatti della lettera “formale” che De Filippo invierà all’a.d. Eni Scaroni arricchendo la lunga corrispondenza intercorsa da anni, sicuramente utile quando il Presidente-sceicco , guardando le stelle, deciderà di scrivere le sue memorie”.                                                                                             Per il Csail-Comitato Indignati  “ c’è una cassaforte che è rappresentata dal P.O. Val d’Agri che può garantire posti di lavoro. Basterebbe – spiega  Massaro – che ogni euro proveniente da royalties del petrolio e trasferito dalla Regione ai Comuni sia finalizzato all’occupazione e quindi a progetti realmente utili alle comunità locali. Niente mega-progetti e niente cabine di regia o gruppi di esperti, consulenti, progettisti di demagogia, ecc. che sprecano  enormi risorse finanziarie in cambio di niente. A proposito di soldi, ci stiamo attrezzando per seguire l’esempio del Comitato Terre Joniche che ha stampato soldi falsi con la faccia del Governatore, stampando anche noi petrol-euro con l’immagine di un pozzo e del subdolo Governatore-sceicco

a garanzia della copertura dell’effetto bancario e di credito. Chi sa se le banche, Equitalia,i negozianti li accetteranno – considerando affidabile ? – il Governatore-sceicco come invece funziona con il dinaro del Kuwait per il quale la faccia dell’emiro è una reale garanzia per la finanza internazionale”.

Filippo Massaro Csail-Comitato Indignati Lucani

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“Poiché siamo anche noi iscritti, di diritto, nell’elenco dei “barbari oppositori” al petrolio come i comitati che si battono contro le ricerche di idrocarburi nel Vallo di Diano, non possiamo non rilevare che il convegno scientifico che dovrebbe segnare l’avvio di attività assistenziale dedicata presso l’Ospedale di Villa d’Agri, finalizzata a contrastare le malattie infiammatorie croniche e le loro temibili progressioni evolutive, non ha fornito alcuna novità sullo screening riferito ai tumori diffusi in Val d’Agri a causa delle attività petrolifere”. A sostenerlo è il presidente del CSAIL-Comitato Indignati Lucani Filippo Massaro.

“Sia chiaro – precisa Massaro - le relazioni al convegno del direttore sanitario  Asp  dott. Giuseppe Cugno  e del prof. Mauro Minelli,  specialista in Immunologia- che  dirigera’  il servizio ambulatoriale  di immunologia presso l’ospedale di Villa d’Agri, sono state interessanti e non intendiamo mettere in discussione l’impegno a proseguire per costruire in Basilicata un modello organizzativo e assistenziale integrato per le Imid (Disordini Infiammatori Immuno-Mediati). Ciò non toglie che siamo sempre in attesa di conoscere i risultati di screening anche recenti sui fenomeni tumorali, dopo quello inconcludente affidato ai medici di famiglia, e quindi le vere cause della diffusione di patologie purtroppo anche mortali che è in netto aumento da una quindicina di anni. E il registro regionale sui Tumori affidato al CROB quando potrà essere attivato? E’ l’interrogativo che senza risposta da troppi anni (dal 2008 quando fu deciso) ci inorgoglisce di essere etichettati “barbari oppositori” come tutti i comitati popolari ed associazioni ambientaliste che non piegano la testa di fronte all’arroganza delle compagnie petrolifere perché non abbiamo alcuna intenzione di rinunciare a forme di disobbedienza civile specie a salvaguardia della salute dei cittadini. Ci fa piacere in proposito che la  “vicenda petrolio” ha avuto il pregio di stimolare nel Vallo di Diano  un coinvolgimento generale dell’opinione pubblica su tematiche  fondamentali, come la tutela dell’ambiente e della stessa salute dei cittadini. A chi offende la coscienza di quelle comunità – conclude Massaro – ricordiamo che lo slogan prescelto nelle iniziative di protesta è “non vogliamo finire come la Basilicata” diventata simbolo di autentica criticità e di condizione questa sì di barbarie da parte della Giunta Regionale e del suo Presidente-sceicco che non hanno alcuna intenzione di tenere conto del parere della gente costretta a  convivere con il petrolio”.

Filippo Massaro Csail-Comitato Indignati Lucani

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Specie per gli operai forestali delle aree più interne e della Val d’Agri-Sauro l’accordo raggiunto in Regione è insoddisfacente e denota la gravissima insensibilità sociale del Presidente De Filippo che continua a sottovalutare la forte tensione esistente che rischia di esplodere: è il commento di Filippo Massaro, Presidente CSAIL (Comitato Sviluppo Aree Interne Lucane)-Comitato Indignati Lucani.

Intanto – dice Massaro – la Regione dimostra di non onorare gli impegni presi e a distanza di tre anni non è in grado di garantire il tetto di 151 giornate lavorative che per i lavoratori agricoli delle zone più interne e le loro famiglie sono semplicemente una forma di “umana sopravvivenza”.        Il Governatore-sceicco addirittura imita il Premier Monti e se la prende con la crisi che pervade l’Occidente e che si vorrebbe far pagare agli operai forestali. Se non ci sono fondi adeguati si taglino gli enormi sprechi dei vergognosi carrozzoni politici mangia soldi del settore agricolo, come i Consorzi di Bonifica che all’occorrenza elettorale sono semplici serbatoi di voti. Si pensi che le decine di milioni di euro di deficit accumulati solo dal Consorzio di Bonifica Alta Val d’Agri avrebbero assicurato oltre 151 giornate l’anno e ad oltre poche centinaia di operai della valle. Per non parlare dell’operazione “contaturizzazione” (i famosi contatori da installare agli impianti irrigui delle aziende agricole) costata altre decine di milioni di euro. Quello che più ci sconcerta – afferma il presidente Csail-Comitato Indignati Lucani è l’ennesima stucchevole e nauseante trovata di una task force. Ormai non c’è problema o settore per il quale il “subdolo” Governatore De Filippo non proponga una task force.

Tra l’altro la Giunta Regionale fa riferimento ai fondi europei però non dice quali distogliere dalla enorme spesa improduttiva e di sperpero di denaro pubblico per trasferirli alla forestazione e all’assetto del territorio.

Per  Massaro si continua a giocare con il “fuoco” perché il malessere tra gli operai agricoli si tocca con le mani e si percepisce quotidianamente.           Il Governo è “subdolo” e non vuole recepire la gravità della situazione economica e il“default” democratico in Basilicata. Una siffatta “democrazia” è in crisi profonda proprio a causa di motivazioni come queste, in quanto anomala, falsa e corrotta.

Filippo Massaro Csail- Comitato Indignati Lucani

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“Siamo ancora in attesa che si incentivino buone prassi nella programmazione-gestione delle risorse petrolifere per dare credito all’impegno del “subdolo Governatore-sceicco” di incentivare buone prassi nelle rinnovabili”. E’ il commento del presidente del Csail-Comitato Indignati Lucani Filippo Massaro ricordando che siamo al “solito e nauseante bluff della casta politica lucana perché tutta l’attenzione della Giunta è rivolta al petrolio tant’è che la Basilicata è chiamata dagli organismi dell’Unione Europea e da quelli statali ad aumentare, nel giro di qualche anno, la quota minima di incremento dell’energia pulita dal 7,9% attuale al 33,1%, un obiettivo sicuramente difficile da raggiungere nonostante la nuova legge. Il provvedimento adottato dal Consiglio Regionale, pertanto – dice Massaro – è solo fumo negli occhi nel tentativo di accreditarsi tra le comunità del comprensorio petrolifero come chi intende dare rilevanza anche alle fonti di energia alternativa al petrolio. A parte il fatto che come accade per le compagnie petrolifere anche nel rapporto con le società che si occupano di eolico e solare l’atteggiamento di contrasto di lobby è sempre e solo formale. Infatti la stessa situazione che si registra con i pozzi – continua Massaro - viene catapultata per i parchi eolici e gli impianti di energia termica con danni all’ambiente, al paesaggio e al territorio sino a convincere i sindaci ad accedere a qualsiasi richiesta di un parco eolico in cambio di un piatto di lenticchie. La verità è che il Piano energetico regionale è il classico specchietto per le allodole, nel senso che per distogliere l’interesse dei cittadini sui futuri programmi di sfruttamento degli idrocarburi si vorrebbe far credere che la Regione dello Sceicco Lucano intende promuovere persino mini-impianti di eolico e solare salvo a dimostrarlo tenuto conto che le macchinose e burocratiche procedure tecnico-amministrative scoraggiano l’agricoltore intenzionato ad autoprodurre energia per soddisfare alle esigenze della propria azienda. E’ soprattutto lo snellimento delle procedure che ci interessa –  spiega Massaro - in quanto i tempi imposti dall’Enel ed avallati dall’Autorità Energia Elettrica e Gas sono,volutamente, troppo lunghi e scoraggiano i cittadini. Basti pensare che il tempo necessario per la realizzazione delle opere per la connessione alla rete elettrica è stimato, vergognosamente, dall’Enel in 16 mesi per la realizzazione del nuovo impianto di trasformazione (CP) 150/20 Kv; 20 mesi per la realizzazione della Stazione RTN 380/150 Kv; 16 mesi per la nuova S.E. RTN fino a 150 Kv; 8 mesi più un mese al Km per i raccordi alle linee RTN. Se a tutto ciò – conclude Massaro - si aggiungono i tempi relativi allìter autorizzativo e alla incapacità di amministratori regionali e locali  si deve calcolare in media non meno di sei anni prima che un’azienda agricola possa allacciare il proprio mini-impianto energetico alla rete Enel. Il Csail-Comitato Indignati realizzerà una campagna di informazione perché i lucani sappiano realmente i risultati delle politiche energetiche della Giunta che è la molla principale degli Indignati Lucani “ .

Filippo Massaro Csail- Comitato Indignati Lucani

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“A pochi giorni dal bilancio assai deludente sulla spesa sostenuta per il P.O. Val d’Agri che in dieci anni è stata meno della metà delle risorse messe a disposizione dalle royalties, il provvedimento della Giunta Regionale per la ricerca di sei super consulenti con una spesa di 700mila euro è un’autentica provocazione nei confronti del “popolo del petrolio”.

E’ quanto sostiene il presidente del Csail-Comitato Indignati Lucani Filippo Massaro.

“Ai 700mila euro vanno aggiunti 500mila euro destinati al Formez solo a luglio 2011 sempre per assistenza e consulenza e un’ennesima task force che dovrebbe occuparsi dei programmi di spesa nella trentina di Comuni che beneficiano del P.O. Val d’Agri. Il risultato è che tra consulenti, esperti, manager e burocrati – dice Massaro – sono più i “posti di lavoro privilegiati e super pagati”  creati  per amici e clientele che non quelli per i poveri Cristi.

La situazione è diventata intollerabile, addirittura rasenta l’illegalità, specie perché è l’ennesimo segnale di arroganza nei confronti dei giovani laureati e diplomati della Val d’Agri che non hanno alcuna speranza di lavorare in Basilicata sono costretti emigrare . 

Non possiamo restarcene a guardare: bisogna – è l’appello di Filippo Massaro – rimettere in moto la mobilitazione delle comunità della Val d’Agri-Sauro e promuovere tutte le azioni possibili per far saltare questo ennesimo e assai disgustoso caso di sperpero di denaro pubblico, investendo la Magistratura ordinaria, la Corte dei Conti, il Parlamento.

Ci spieghi  il Presidente-sceicco  quali risultati concreti sono venuti in dieci anni – continua Massaro - dall’impiego di super consulenti, a parte  i marciapiedi e aiuole rifatti in alcuni comuni, le progettazioni di strutture faraoniche come la piscina olimpionica a Viggiano, i programmi per realizzare aree Pip per attività artigiane e produttive in tutti i centri con l’effetto che ad ospitare capannoni e impianti sono solo un paio.

In tanti anni - evidenzia Massaro -  la mancata realizzazione della Saurina, il completamento della Tito-Brienza, l’aeroporto di Grumento (già finanziato per 18milioni di euro)  sono il vergognoso risultato delle “fasulle” promesse del Governatore-sceicco del petrolio Lucano.   

Le royalties – per 350 milioni di euro – sono gestite male perché per ogni euro a disposizione ci sono almeno 30-40 cent da destinare agli apparati tecnico-burocratici che alimentano i consensi della consolidata, vergognosa

e preoccupante Casta-politica.

Lo sperpero del denaro pubblico dei tanti carrozzoni-politici-mangiasoldi

in Basilicata – conclude Massaro - una siffatta “democrazia” è in crisi profonda proprio a causa di motivazioni come queste, in quanto anomala, falsa e corrotta.

E l’inchiesta del PM di Potenza, Henry John Woodcock,  che ha portato

agli arresti domiciliari cinque persone accusate di concorso in corruzione aggravata e continuata , che fine ha fatto ?

Filippo Massaro Csail- Comitato Indignati Lucani

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Una domanda da un milione di dollari: quanto “resterà” nel Sauro, nell’area tra Corleto, Guardia, Gorgoglione, della “pioggia” di un miliardo e trecento milioni di euro che saranno investiti dalla Total per Tempa Rossa?

La nostra non è sfiducia preventiva né “impatto emotivo” come lo chiama il Governatore-sceicco De Filippo o paura di fronte al totem petrolio come lo considera un antropologo. Più semplicemente è “un film già visto”: quello dell’arrivo dell’Agip-Eni in Val d’Agri 20-30 anni fa, anche allora, con grossi investimenti e promesse di lavoro e sviluppo. Poi è andata diversamente, come è sotto gli occhi di tutti. Anche questa volta – spiega Filippo Massaro - il mega appalto con l’associazione temporanea di imprese tra Tecnimont spa e Tecnimont KT spa, entrambe società del gruppo Maire Tecnimont controllato da Fabrizio Di Amato, non lascia presagire nulla di buono. Intanto, le imprese lucane possono ambire a commesse di subappalto del subappalto e di conseguenza ad attività con margini di guadagno sempre più risicati per reggere la forte concorrenza che si scatenerà a breve con l’arrivo a Corleto di imprese da tutta l’Italia. La manodopera locale e lucana –continua Massaro-  è destinata a ridursi a qualche centinaio di operai edili generici per un tempo determinato (sino al completamento dei lavori del progetto) dopo il quale il destino è la disoccupazione. Sia chiaro nessuno potrebbe rivendicare la possibilità di partecipare al contratto di “engineering, procurement, supply, construction and commissioning” del centro oli “Tempa Rossa”, l’infrastruttura fondamentale per l’avvio del programma di estrazioni nella Valle del Sauro. Solo che accontentarsi delle briciole, nonostante l’impegno   di De Filippo a tutelare gli interessi delle imprese di costruzione della Basilicata, non può essere una sorta di rassegnazione infinita. Le speranze delle comunità locali sono per i servizi alle maestranze che saranno impegnate, occasioni per una boccata di ossigeno all’economia del Sauro. Ma nessuno si faccia illusione: quando arrivarono tecnici ed operai Eni ed imprese a Viggiano e a Villa d’Agri – conclude Massaro - sono nati persino nuovi alberghi, ristoranti, negozi, attività di servizi che già da qualche anno specie a Villa d’Agri o hanno abbassato la saracinesca o riescono a malapena a reggere. Lo sviluppo duraturo ed esteso ad ogni ceto sociale che il Sauro cerca non può arrivare dal petrolio. Questa volta l’illusione che lo Sceicco De Filippo tenta di camuffare non avrà credito. Per questo, prima che sia troppo, tardi chiediamo ai cittadini lucani ancora liberi dalla presenza ingombrante-asfissiante del petrolio di promuovere il referendum per imporre la propria volontà di futuro dei propri territori.   

Filippo Massaro- Csail

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