A meno che il Governatore-sceicco non faccia ricorso agli ”Euro Vito”, la banconota coniata dal Csail-Comitato Indignati e messa in distribuzione dallo stesso Comitato (scaricabile dal sito www.csail.it), ma gli 8 miliardi di euro che deriverebbero alla Regione Basilicata dall’attuazione dell’art.16 del decreto sulle liberalizzazioni “incrociato” con il Memorandum di Intesa sul petrolio, non sono credibili. Anzi è una cifra – commenta Filippo Massaro – talmente alta (un quarantesimo del debito pubblico della Grecia) che ci induce a pensare al solito “bluff”.
E’ il caso di fare un po’ di chiarezza - continua Massaro - avvalendoci dei dati ufficiali forniti dalla Direzione Generale per le Risorse Minerarie ed Energetiche del Ministero dello Sviluppo Economico e aggiornatissimi al 9 maggio scorso. In proposito dobbiamo rilevare che meno male esiste un sito credibile e ufficiale da cui attingere quelle informazioni che la Regione continua a maldestramente “nascondere”, nel senso che sfidiamo chiunque a trovare attraverso il sito istituzionale di “Basilicatanet di Regime” gli stessi dati, ben occultati in troppi passaggi del mouse che scoraggerebbero persino il più ostinato ricercatore. Allora, procedendo con ordine, dal 2000 al 2010 la nostra Regione, ha incassato 557,5 milioni di diritti per il petrolio che viene estratto in Val D’Agri-Sauro da Eni, Shell, Total, Exon Mobil.
Solo nel 2011, il gettito delle royalty, è stato di 100 milioni 480.358,59 euro.
Nel 2012, secondo le stime, la Basilicata dovrebbe incassarne altri 136 (al 9 maggio la produzione di greggio è già ad un terzo di quella complessiva 2011). E’ probabile che questa cifra sia più alta di qualche milione di euro. Non una gran cifra, se considerata in relazione al bilancio di previsione regionale per il prossimo anno che è di 3,6 miliardi. Ma comunque non verificabile nel senso che lo Stato, purtroppo, non ha mai fatto una sua verifica sui barili estratti realmente e quando al Governatore-sceicco è stato chiesto cosa ne pensa in proposito, ha risposto, pubblicamente, in tv, candidamente, che lui si fida dello Stato. Intanto il popolo del petrolio – spiega Massaro - chiede correttezza e precisione perché, per la mancata installazione dei famosi contatori, non si fida del subdolo Governatore-sceicco e neppure dei dati forniti dall’ Eni-controllore-controllato.
Per tornare agli 8 miliardi che secondo la teoria della Regione sarebbero possibili nei prossimi anni – conclude Massaro - noi pensiamo che per essere realistici, alla luce dell’esperienza di “rapina” vissuta in tutti questi anni, si dovrebbe procedere ad un’unica contrattazione con lo Stato e con le compagnie, ciascuno in base alle proprie responsabilità e ai propri introiti diretti ed indiretti, e quindi più semplicemente stabilendo per ogni kg di greggio estratto una quota fissa ed onnicomprensiva, ripartita tra Stato e compagnie petrolifere, tenendo conto dell’oscillazione della quotazione del barile sui mercati internazionali, in modo da garantire un’entrata tra i 600-700 milioni di euro l’anno. Alle stucchevoli dichiarazioni del Governatore-sceicco preferiamo una cifra più bassa ma almeno sicura.
Filippo Massaro Csail – Comitato Indignati Lucani


















